Spariscono gli ebook di Microsoft già venduti ai clienti

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Foto di Perfecto_Capucine da Pixabay

Microsoft chiude da luglio il ramo libri del suo store con conseguenze paradossali per i lettori. Dimostrando perché gli ebook non sostituiranno mai una biblioteca personale

Con anticipo di tre mesi sulla data prefissata Microsoft ha fatto sapere che smetterà di vendere ebook ai clienti del proprio bookstore. Una laconica pagina apparsa il 2 aprile tra le Frequently Asked Questions spiega che il negozio online verrà dismesso e che fino ad allora non sarà possibile fare nuovi acquisti di libri ma solo leggere quelli già acquistati. C’è di più: come conseguenza, spariscono anche gli ebook contenuti nelle librerie personali dei clienti, a far data dai primi di luglio e a fronte di un rimborso.

Diversi commentatori hanno fatto notare che la clientela interessata alla decisione debba essere piuttosto risicata, anche perché il bookstore di Microsoft non è mai veramente decollato. Di qui alcuni commenti ironici: “Se non ti eri accorto finora che Microsoft vende ebook non preoccuparti, tanto non li vende più” si legge sul blog bookstr.com, mentre il sito teleread.org titola “Microsoft smette di vendere ebooks… di nuovo”. Si tratta infatti della terza volta che il colosso informatico di Redmond cerca di fare breccia nel mercato degli ebook senza riuscirci: prima c’erano stati il lancio nel 2000 del lettore MS Reader per LCD poi, nel 2012, un accordo con Barnes & Noble per investire nel lettore Nook, da cui Microsoft si era ritirato appena due anni dopo.

C’è poi da dire che la chiusura di un punto vendita di libri non è di per sé un fatto che merita attenzione. Non di rado purtroppo i frequentatori di librerie offline si trovano di fronte a una saracinesca chiusa o a un’insegna beffardamente convertita in fast food o negozio di souvenir, costretti perciò a rivolgersi altrove, magari all’ecommerce, per procurare titoli nuovi alla propria biblioteca.

Ma spicca in questo caso un particolare che aggiunge alla beffa il danno – e che danno! Una apposita F.A.Q. predisposta da Microsoft spiega infatti cosa ne sarà delle annotazioni eventualmente memorizzate all’interno degli ebook: «Le sottolineature e le annotazioni fatte nei libri acquistati da Microsoft Store saranno disponibili fino all’inizio di luglio 2019 quando i tuoi libri verranno rimossi da Microsoft Edge. Se hai sottolineato o annotato uno qualsiasi dei libri acquistati prima del 2 aprile 2019, riceverai un credito aggiuntivo di 25 dollari.»

È insomma un po’ come se, nel chiudere bottega, al libraio saltasse in mente di imporre al cliente di restituire tutti gli acquisti precedenti, sottraendogli da un momento all’altro un numero imprecisato di libri già letti e meditati, sottolineati, annotati, segnati dalle tracce di una vita di studio e di passioni. Ciascuno potrà giudicare se il “credito aggiuntivo” previsto dal commerciante sia un’accettabile compensazione a fronte della perdita di tutte le annotazioni personali. Insomma, ciò che può sembrare intollerabile nel mondo reale diventa possibile, o persino prevedibile, nel commercio di libri elettronici.

E così la cronaca con i suoi effetti paradossali si incarica di spiegare in modo inequivocabile, a beneficio di chi non vi abbia riflettuto abbastanza finora, che nel mercato elettronico che conosciamo l’acquisto di un ebook non equivale al possesso di un libro. Attraverso i bookstore non acquistiamo libri ma una licenza per leggere quei libri, alle condizioni e nei limiti che il contratto di licenza definisce e che il dispositivo tecnologico condiziona: basti pensare al farraginoso sistema del Digital Rights Management (DRM) che interviene nella transazione di degli ebook per proteggere i contenuti proprietari.

Se non si sommano le mele con le pere, dunque, anche il libro e l’ebook non vanno paragonati né sono intercambiabili. Ciò vale anche se la tecnologia può far sì che i dispositivi riproducano un’esperienza di lettura analoga a quella a cui ci hanno abituati secoli di libri di carta, estendendone anzi le funzionalità. È vero che grazie agli ebook è possibile tenere a portata di mano scaffali virtualmente illimitati di libri e leggerli in spiaggia, sfogliare il display come fosse una pagina, godere di inchiostri elettronici, segnalibri e sofisticati sistemi per evidenziare e annotare il testo. Ma può banalmente succedere, come sintetizza il commento della BBC sulla vicenda, che se la libreria chiude, anche i tuoi libri scompaiono.

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